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Placemaking e processi partecipativi per la costruzione delle città di domani

Novembre 14, 2023

Il tesista Claudio Catalano, dell'università degli studi di Palermo, nell'anno accademico 2022-2023 ha svolto la tesi di laurea nell'ambito della Pedagogia Sperimentale e Docimologia, la relatrice è la professoressa Giuseppa Cappuccio.
Il presente contributo, in linea con le parole del Pedagogista brasiliano Paulo Freire, “Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo” (Freire, 1970), intende osservare e analizzare la stretta correlazione che vi è tra le persone e gli spazi da esse vissuti, utilizzati e abitati. Calvino, in “Le città invisibili” del 1972, scrive che “D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” (Calvino, 2022); in questo lavoro si ripropone lo stesso pensiero dello Scrittore, sottolineando la risposta alla domanda di partecipazione, gestione, rigenerazione e riqualificazione degli spazi che i cittadini (anche quelli più giovani) richiedono a gran voce, per poter godere di tutte “le sette o settantasette” meraviglie che la città offre e può offrire. Pertanto si analizzano i documenti legislativo-normativi e gli strumenti che, a livello nazionale ed Europeo, consentono di osservare, analizzare, promuovere, facilitare e sostenere la partecipazione giovanile. Viene affrontato il tema della progettazione partecipata, inquadrando quest’ultima come una metodologia che consente la promozione del passaggio da cittadino a cittadino attivo. Vengono osservate le nostre città attraverso una lente socio-pedagogica, che mette in risalto punti di forza e di criticità delle città, oltre che puntare il focus sui bisogni e le esigenze di coloro che quotidianamente o meno la vivono. Parte del presente lavoro si svolge nell'ambito del progetto europeo Erasmus + “Place Making 4 Inclusion – reviving active citizenship for reshaping the societies” (PM4I), portato avanti a Palermo dall’Associazione “Sguardi Urbani” nel quale si introduce la metodologia del placemaking facendo cenno alla figura multi-professionale del placemaker e ad una possibile applicazione metodologica. In conclusione si discutono i dati emersi e si descrivono i passi successivi.

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